Nel West Bengal indiano esiste una danza davvero particolare caratterizzata da acrobazie e maschere enormi!
Si tratta della danza Chhau (si pronuncia Chou), tipica del distretto di Purulia.
In realtà questa danza si pratica anche in altri due stati contigui dell’India orientale, lo Jharkhand e l’0disha, rispettivamente a Singhbhum e Mayurbhanj, caratterizzandosi nelle tre aree per alcune peculiarità ma mantenendo anche molti tratti in comune.
In questo articolo mi concentrerò sula danza Chau di Purulia, in West Bengal.
Chhau: un nome dall’origine ignota
Il nome Chhau ha un’origine controversa.
Forse deriva dal termine sanscrito “chāyā” che significa “ombra” oppure sempre dal sanscrito “chadman” cioè “travestimento”.
Ci sono poi altre interpretazioni che fanno riferimento anche a parole regionali in lingua orya o ad altri termini sanscriti che fanno riferimento ad accampamenti militari, cosa che sarebbe coerente con lo stile della danza, ma qui ho indicato le interpretazioni più accredidate.
La danza Chhau di Purulia
La danza Chhau di Purulia è una danza semi-classica che fonde arti marziali, danze indigene e teatro epico.
I danzatori, che sono tutti uomini giovani, eseguono movimenti acrobatici con una presenza scenica straordinaria, raccontando con questa danza storie della mitologia hindū, come battaglie tra dei e demoni tratte dai Purāṇa, episodi del Mahābhārata e del Rāmāyaṇa o storie del folklore locale.
I danzatori quindi interpretano dei, demoni e animali protagonisti di queste storie.
Le maschere Chhau
Oltre alle acrobazie, quello che rende estremamente caratteristica questa danza sono le maschere che indossano i danzatori per interpretare i vari personaggi.
Sono grandi, coloratissime e realizzate interamente a mano dalla comunità Sutradhar (si pronuncia Shuttrodhor সূত্রধর) nel villaggio di Charida (si pronuncia Chorida) dove da 150 anni quasi ogni famiglia ha un laboratorio artigianale.
La realizzazione delle maschere Chhau: lo stampo
La creazione delle maschere protagoniste della danza è un processo complesso ed elaborato.
Prima di tutto si crea uno stampo in argilla a forma del viso del personaggio che si vuole rappresentare, intagliando perfettamente i tratti del volto con delle spatole. Sempre con l’argilla si creano le forme sporgenti come il naso di elefante del dio Gaṇeśa o le corna da toro del demone Mahiṣāsura.
Dopodiché si sparge sullo stampo uno strato di cenere o carbone e si fa asciugare al sole.
Già solo per la realizzazione dello stampo serve una grande maestria perché i lineamenti devono essere perfettamente definiti, visto che su questa base si andà a costruire la maschera.
La realizzazione delle maschere Chhau: argilla, carta e stoffa
Dal momento in cui lo stampo è pronto, per realizzare la maschera si procede a continue lavorazioni ed essiccature.
Prima sullo stampo asciutto si attaccano 7-8 strati di carta da riciclo bagnata di colla, lasciandoli asciugare al sole. Questo passaggio spesso è eseguito dagli artigiani più giovani o dagli aiutanti perché non richiede particolare destrezza.
Poi si applica un ulteriore strato sottile di argilla molto liquida e si fa asciugare al sole.
Infine si stende un ultimo strato di argilla più solida, si scolpisce con la spatola per definire i lineamenti e di nuovo si mette ad asciugare al sole.
L’ultimo passaggio prevede di applicare uno strato di pezzi di stoffa imbevuti nell’argilla. Terminato questo passaggio la maschera si fa asciugare, si leviga e si rifinisce per renderla perfettamente liscia.
Solo a questo punto con uno scalpello si stacca la maschera dallo stampo e si creano i fori per gli occhi e il naso.
La decorazione delle maschere Chhau
Terminato il processo di creazione, arriva il momento di dipingere la maschera e spesso questo passaggio viene effettuato dalle artigiane.
I colori con cui vengono dipinte le maschere tendono ad essere tipici a seconda del personaggio: ad esempio, le dee hanno il viso giallo, arancione o rosa, mentre i demoni verde, nero o in colori cupi.
Alle maschere vengono poi applicati i capelli che sono realizzati in iuta colorata, di solito di nero.
Infine, la maschera viene decorata creando una sorta di corona a forma di grande ventaglio intorno ad essa. Questa è realizzata con piume, perline, paillettes, fogli metallici ed altri elementi che vengono ricamati e avvolti fila dopo fila fino a creare la caratteristica corona a ventaglio.
Una maschera così composta può pesare fino a 5 chili.
Gli animali non hanno corone ma sono realizzati in modo da essere realistici. Se si vuole rappresentare ad esempio il leone veicolo della dea Durgā, si incolla sulla maschera prima della garza per replicare il pelo e poi del materiale che raffigura la criniera, come della iuta che poi verrà colorata della tinta adatta o della lana o del materiale sintetico.
I vari tipi di maschera Chhau
Ci sono 6 tipi di maschere, ognuna con una denominazione particolare, a seconda del personaggio che deve rappresentare.
Le maschere che raffigurano un dio si chiamano Babu Mukhosh, dove mukhosh sta per “maschera”, quelle dei personaggi femminili o delle dee sono le Nari Mukhosh, quelle dei demoni Bir Mukhosh, quelle degli spiriti e fantasmi Bhoot Mukhosh, quelle degli animali come il leone, il toro e le scimmie sono le Poshu Mukhosh e infine quelle che rappresentano gli uccelli sono le Paki Mukhosh.
Ogni maschera è comunque una creazione unica frutto del lavoro e della bravura dell’artigiano o dell’artigiana che l’ha realizzata.
E quando le maschere si rompono o sono rovinate, gli artigiani le riparano o le trasformano quindi c’è una grande attenzione al recupero di queste opere.
L’arte della realizzazione della maschera Chhau, così come la danza stessa, viene trasmessa oralmente.
I costumi della danza Chhau
Analogamente alle maschere, anche i costumi sono molto elaborati, ricchi di decorazioni come nastri, volant, arricciature.
Il costume è composto da molti strati e strisce di stoffa che devono essere annodati insieme.
Se i personaggi devono rappresentare una battaglia indossano sopra al costume armature luccicanti riccamente ricamate con perline e recano in mano delle armi altrettanto splendenti.
I materiali dei costumi sono tendenzialmente il satin, la seta, con dettagli riflettenti e tutti sono in colori molto brillanti.
I personaggi femminili portano delle sari colorate, tendenzialmente di colori rossi o rosa, ma sopra di esse vengono applicati pesanti decorazioni che rappresentano gioielli o armature.
Inoltre sopra al costume vengono applicate sulla schiena le molte braccia delle divinità che di solito sono in legno dipinto.
I costumi così composti da vari strati risultano molto ampi in modo che con i movimenti viene esaltato il dinamismo della danza.
Anche i costumi sono realizzati da artigiani specializzati che li riparano quando sono danneggiati.
Alla fine tra costume e maschera i danzatori devono esibirsi in acrobazie spericolate portando addosso diversi chili di materiali.
Danza Chhau, patrimonio vivo dell’umanità
Questa danza tradizionalmente si esegue a Purulia per il festival del Sole nel mese di Caitra che cade tra metà marzo e metà aprile del calendario gregoriano. Tuttavia viene eseguita anche in concomitanza di altre festività regionali o nazionali.
È inoltre ormai nota a livello nazionale e internazionale, quindi spesso delle troupe di danzatori vengono invitati a esibirsi in India, in Europa o nel mondo durante festival vari.
A differenza di quando viene eseguita in giro per il mondo, dove i danzatori si esibiscono nei teatri o su palchi, a Purulia la danza Chhau si esegue sull’erba, in un campo appositamente allestito, e vi assiste tutta la popolazione.
Nel 2010 l’UNESCO ha inserito la danza Chhau nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità e le maschere Chhau di Purulia sono registrate come Indicazione Geografica.
Vedere questa tradizione oggi dal vivo è un’emozione unica perché significa assistere a qualcosa di antico, potente e ancora vivo.
FONTI:
- Biswa Bangla, The Masks of Bengal, Department of MSME & Textiles, Government of West Bengal, 2016
- Peter J. Claus et al. (2003), South Asian folklore: an encyclopedia, Routledge, ISBN 0-415-93919-4
- VIDEO: https://www.daricha.org/video_play.aspx?ID=95
- FOTO: https://artsandculture.google.com/story/MAUhwJA_Ix8oLg?hl=en
- FOTO: https://artsandculture.google.com/story/UgVhCfjKLHSWLQ?hl=en
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