Che fine fanno le statue immerse nei fiumi al termine dei festival religiosi hindū, come la Durgā Pūjā?
Che impatto ambientale hanno?
In questo articolo ti parlo di come è cambiato nel tempo l’approccio all’immersione degli idoli della Durgā pūjā di Kolkata, per venire incontro alla necessità di sostenibilità ambientale.
Impatto ambientale dei festival religiosi
Negli ultimi anni in India è cresciuta la preoccupazione circa l’impatto ambientale di un festival grande come il Durgā Pūjā e dei festival religiosi in generale.
I numeri sono abbastanza preoccupanti.
Durante la stagione dei festival ci sono picchi del 40% sulla produzione dei rifiuti solidi (fonte: Central Pollution Control Board, CPCB).
Solo Kolkata genera circa 15.000 tonnellate di rifiuti durante Durgā Pūjā, molti dei quali non riciclabili e dannosi per l’ambiente (fonte: West Bengal Pollution Control Board).
Di questi rifiuti fanno parte anche le statue immerse nel fiume.
Per avere un quadro completo sull’impatto ambientale dei festival, ci sarebbe da aggiungere anche l’inquinamento dell’aria dovuto ai fuochi d’artificio e al traffico che si impenna in quel periodo (+400% di polveri sottili secondo il System of Air Quality and Weather Forecasting And Research, SAFAR).
Ma in questo articolo ho deciso di concentrarmi solo sull’immersione delle statue.
L’immersione delle statue nel fiume
Il Visarjan è un rituale che conclude i grandi festival induisti come Durgā Pūjā o Gaṇeśa Caturthī e prevede l’immersione in un corso d’acqua o nel mare delle statue che sono state il centro del culto durante il festival.
Le statue vengono immerse per farle tornare alla Natura, chiudendo un cerchio.
Questo è coerente con la composizione tradizionale della statue che devono essere in argilla, bambù, paglia, legno e dipinte con pigmenti naturali.
L’argilla di cui sono composte tradizionalmente le statue si scioglie nell’acqua durante l’immersione e lascia solo paglia, legno e bambù che vengono recuperati per il festival successivo o altri usi. La tradizione era ragionata e con l’immersione tutto tornava veramente alla Natura.
Poi è arrivata la modernità a rompere gli equilibri.
La modernità e i materiali non biodegradabili e tossici
Un tempo le decorazioni delle statue, come i vestiti, i gioielli o le armi, erano veri e venivano rimossi prima dell’immersione per riutilizzarli l’anno successivo. Oggi questi elementi sono tutti usa e getta, realizzati in polistirolo, plastica, metallo, e se non vengono rimossi prima dell’immersione costituiscono dei rifiuti che si accumulano nel fiume.
C’è poi il problema delle vernici. In origine le statue venivano dipinte con pigmenti vegetali e naturali, completamente biodegradabili.
Oggi, invece, le vernici sono sintetiche. Durante l’immersione, le statue rilasciano questi colori che spesso sono tossici e contengono metalli pesanti che si accumulano e danneggiano gravemente l’ambiente fluviale.
La regolamentazione dei festival
La politica sulla spinta dei movimenti ambientalisti si è messa in moto per cercare di regolamentare il settore dei festival.
Così in West Bengal e nella sua capitale Kolkata si sono imposte delle regole.
In accordo con le linee guida per l’immersione rilasciate dal Central Pollution Control Board CPCB, il Governo del West Bengal ha emanato una specifica normativa per l’immersione delle statue.
Oggi per legge i singoli comitati che hanno commissionato le statue – sono più di 2000 solo nella città di Kolkata – devono garantire che:
- le singole statue non siano più alte di 6 metri, 12 metri compresa l’intera sovrastruttura;
- il corpo delle statue sia realizzato in materiali naturali, come da tradizione, cioè argilla, paglia, bambù, legno, senza plastica o polistirolo;
- le statue vengano dipinte solo con vernice a base acqua e biodegradabile;
- prima dell’immersione vengano rimossi tutti gli oggetti rimovibili, come i decori, le armi, lo sfondo e se possibile anche i vestiti, che però spesso sono attaccati. Se le statue sono separabili l’una dall’altra, vanno immerse solo le statue senza lo sfondo che in genere è di plastica e metall
Il comitato deve assicurarsi che tutto ciò venga fatto e firma una dichiarazione che tutto è stato realizzato come da normativa.
Le autorità locali invece devono garantire:
- la presenza di reti di fronte al punto in cui si immergono gli idoli per evitare che le statue vengano portate via dalla corrente del fiume1;
- che tutti i residui siano recuperati dall’acqua subito e portati a riva, dove con le ruspe vengono caricati su dei camion e portati nelle discariche entro massimo 48 ore dall’immersione.
Le strutture di bambù e legno su cui alloggiano le statue, se recuperabili, vengono poi rivendute agli artigiani che le riutilizzeranno.
In alcune zone critiche, dove il fiume è troppo piccolo, si utilizzano della vasche apposite per l’immersione, in modo da ridurre la pressione sull’area.
Il modello Kolkata e West Bengal sembra funzionare, anche se naturalmente non manca chi cerca di aggirare la normativa.
Sono previsti controlli e sanzioni in caso di violazione delle regole.
Durgā Pūjā oggi
Oggi per ridurre l’impatto ambientale della Durgā Pūjā si incentivano gli artigiani a ritornare al passato, cioè a utilizzare materiali green per l’intera composizione, compresi quindi gli accessori, lo sfondo e l’intero pandal2.
Argilla, fibre naturali, piante, oppure materiali di riciclo: tanti sono stati negli ultimi anni i pandal che hanno toccato il tema ambientale, a partire dalla scelta dei materiali con cui sono stati costruiti. Risultando innovativi ma in realtà segnando un ritorno alla tradizione.
Perché a volte tornare al passato è l’unico modo per avere un futuro.
NOTE:
1. A Kolkata un’unica casata storica è autorizzata a portare le proprie statue con la barca al largo del fiume Hoogly, al di fuori delle rete di protezione. Si tratta di un’eccezione fatta per la casata nobiliare Sovabazar Rajbari, nota per avere realizzato la prima Durgā Pūjā nel 1757.
2. Pandal è la struttura temporanea che ospita le statue. Può essere molto semplice realizzato con una struttura di canne di bambù ricoperta di teli colorati, fino a diventare una struttura enorme in vari materiali che diventa una vera e propria opera d’arte.
FONTI:
- Guidelines for idol immersion e Revised guidelines for idol immersion, Central Pollution Control Board, 2019 e 2020;
- West Bengal Prevention and Control of Water Pollution (Procedure for Immersion of Idol after Pujas) Rules, 2018;
- Jitavati Das, “Impact of Durga Puja on River Ganga,” International Journal of Agriculture & Environmental Science, vol. 10, no. 3, pp. 7-18, 2023. Crossref, https://doi.org/10.14445/23942568/IJAES-V10I3P102
- https://timesofindia.indiatimes.com/city/kolkata/durga-puja-pandals-highlight-environmental-issues-to-encourage-green-awareness/articleshow/114026099.cms
- https://www.thehindu.com/news/cities/kolkata/the-foul-aftermath-of-the-festivities/article68850309.ece
- https://www.thehindu.com/news/cities/kolkata/durga-puja-pandal-made-with-3-lakh-plastic-bottles-sheds-light-on-rising-environmental-crisis/article70111615.ece
- https://india.un.org/en/302700-inclusion-sustainability-and-creativity-durga-puja
- https://theprint.in/india/green-durga-puja-evolved-challenge-to-transform-awareness-into-practices-environmentalists/2754462/
- The Environmental Cost Of Idol Immersion During Durga Puja, di Prachi Singh, India Currents.


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